UE/Banche: Parlamento Europeo approva emendamento contro doppio binario UE su aiuti di stato

Le disparità significative emerse tra gli Stati membri nell’uso degli aiuti di Stato nel settore finanziario negli ultimi anni possono condurre a distorsioni della concorrenza nel settore bancario. Lo abbiamo visto nella cronaca di questi giorni, con la vicenda del salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria Carife, e CariChieti, che nasce da un approccio a monte molto restrittivo da parte dell’Europa,  ben diverso da quello tenuto verso gli analoghi casi delle tedesche Deutsche Bank e Hsh Nordbank. Nel caso delle banche italiane, il nostro Governo si è visto costretto ad agire in emergenza,  trovando una soluzione  alternativa all’uso del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi che era stato composto da banche private fin da luglio scorso e che avrebbe consentito un intervento meno oneroso e condotto per tempo.

Così invece non è accaduto per le banche tedesche, una tra tutte la Hsh Nordbank, una banca con asset per oltre 100 miliardi salvata a più riprese con l’ok di Bruxelles.
Non è tollerabile che in Europa sia consentito ad alcuni di sostenere le proprie banche e ad altri questo non sia concesso perché è chiaro che si creano distorsioni nel mercato che ricadono sulle capacità di crescita dei singoli Paesi. Nel sistema bancario italiano ci sono sofferenze per 200 miliardi cresciute particolarmente nella lunga crisi non adeguatamente contrastata dalle politiche europee, e non possiamo continuare ad agire senza una strategia comune: è per questo che in un apposito emendamento inserito in sede di approvazione del documento di valutazione della Commissione Econ sulle politiche della concorrenza condotta dalla Commissione Europea,  abbiamo chiesto di riconoscere poteri di codecisione nelle politiche di tutela della concorrenza, oltre ad un’accelerazione urgente verso l’Unione bancaria.

Il dubbio che la Commissione vieti all’Italia procedure che consente ad altri Paesi, in promise alla Germania,  e che quest’ultima voglia evitare di partecipare alla mutualizzazione del sostegno alle crisi bancarie di altri Stati membri è ormai diffuso. Dopo aver messo a disposizione delle proprie banche oltre 400 Miliardi di euro a tassi vicini allo zero,  e nonostante generiche dichiarazioni a favore di una maggiore integrazione, la Germania sembra voler evitare soluzioni europee a crisi bancarie nazionali, opponendosi inoltre ad uno schema europeo di assicurazione sui depositi, che era già stato deciso da tempo. In questo contesto desta ulteriore preoccupazione per gli effetti sul sistema finanziario italiano il tentativo di alcuni Paesi, insieme alla Germania, di inserire anzitempo meccanismi  di assegnazione di un rischio paese nella valutazione del portafogli in titoli di Stato delle banche e degli investitori istituzionali.

Alcuni Stati membri hanno sostenuto con ingenti aiuti il proprio sistema finanziario ed è solo grazie a questo che alcune banche, che  in passato avevano adottato modelli di business talvolta estremamente speculativi e pericolosi, sembrano ora esibire una relativa solidità. Anche se i recenti fatti riguardanti alcune importanti banche tedesche pongono alcuni dubbi sui risultati degli stress test sulle banche europee, che hanno dedicato maggior attenzione e rigore ai prestiti alle imprese che ai prodotti derivati e speculativi. Eliminare questo tipo di distorsioni è per l’Europa una priorità assoluta.

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