Le norme europee non ostacolano sostegno ad aeroporti sardi, ma vanno usate bene

La situazione del trasporto aereo in Sardegna sta ormai destando un vero e proprio allarme, che ha portato negli ultimi giorni molti imprenditori del Nord Sardegna ad impegnarsi direttamente per scongiurare l’abbandono dell’aeroporto di Alghero da parte di Ryanair.
Infatti, oltre alla crisi Meridiana –che ancora sembra non trovare soluzione- e alla precaria situazione dell’aeroporto di Alghero che necessita di un’immediata ricapitalizzazione, il recente annuncio relativo al taglio di numerose rotte da parte delle compagnie low cost rischia di mettere a repentaglio numerosi posti di lavoro nel trasporto aereo, di compromettere lo sviluppo del turismo e dell’economia ad esso collegata e di limitare pesantemente il diritto alla mobilità dei sardi.
Davanti all’attuale impasse viene facile trovare nell’Europa un capro espiatorio, incolpando le rigide norme europee o il disinteresse della Commissione Europea rispetto alle esigenze di mobilità della Sardegna.
Tuttavia le norme europee non impediscono alle Regioni di sostenere lo sviluppo del traffico aereo tramite trasferimenti agli aeroporti per opere infrastrutturali, o per il finanziamento delle compagnie low cost, attraverso tariffe ridotte per i servizi aeroportuali, il cofinanziamento di campagne di co-marketing, il finanziamento per l’apertura di nuove rotte.
Inoltre, le norme europee non impediscono il finanziamento di tariffe agevolate, in regime di continuità territoriale, per motivi sociali legati all’insularità e al ritardo di sviluppo. Le stesse norme europee che oggi ingiustamente incolpiamo qui in Sardegna sono invece utilizzate positivamente da altre regioni europee e sono state , nel passato, utilizzate anche dalla nostra Regione.
Le difficoltà attuali non nascono quindi dalle norme europee, piuttosto sono il frutto del mancato rispetto o del maldestro utilizzo di tali norme. In particolare sono frutto dei comportamenti messi in atto nel periodo 2010-13, oggetto oggi delle censure europee e di una procedura di infrazione ancora in corso.
Non esistono dubbi a riguardo : gli aiuti agli aeroporti sono ammissibili secondo la legislazione europea ed altrettanto ammissibili sono gli accordi tra aeroporti e compagnie aeree, incluso il finanziamento dei costi di co-marketing richiesto da Ryanair. Ciò è chiaramente deducibile sia dalla comunicazione della Commissione sugli “Orientamenti sugli aiuti di stato agli aeroporti e alle compagnie aeree” del 2014, che dalle conclusioni di una precedente indagine della Commissione sull’Aeroporto di Alghero nel periodo compreso tra il 2000 e il 2010. In quel caso, la Commissione aveva chiaramente dichiarato legittimi gli aiuti dati all’aeroporto di Alghero, cosi come gli accordi da questo conclusi con diversi vettori, inclusa Ryanair.

Le indagini della Commissione- Dopo la citata indagine per il periodo 2000-2010, nel gennaio 2013 la Commissione Europea avvia una nuova indagine sugli aeroporti sardi. A finire nel mirino della Commissione gli aiuti dati dalla Regione Sardegna agli aeroporti sardi e da questi poi trasferiti a numerosi vettori nel periodo 2010-13 dalla giunta Cappellacci.
Sebbene abbia avuto modo in passato di criticare l’operato della Commissione in tema di politiche della Concorrenza, in questo caso è francamente impossibile dare la colpa all’Europa. L’indagine in corso è dovuta a diversi motivi. Innanzitutto il regime di aiuti in vigore dal 2010 è stato notificato in ritardo, solo nel 2011; in secondo luogo, il regime notificato dall’Italia alla Commissione Europea prevedeva la selezione delle compagnie aeree beneficiarie degli aiuti tramite una procedura di gara che però non è mai stata attuata. Infine gli aiuti alle compagnie low cost erano stati effettuati senza sufficiente giustificazione economica ma sulla base dell’ipotesi di necessario servizio pubblico, giustificazione che può riguardare solo le rotte in continuità territoriale tramite l’imposizione di oneri di servizio pubblico. Ad essere sotto accusa quindi, non è il regime di aiuti in sé, ma le mancanze procedurali della Regione e l’insipienza di chi allora la governava.
La conclusione della procedura è prevista per il prossimo mese, ma un nuovo intervento regionale appare non più rinviabile , per questo credo siano utili alcuni chiarimenti e qualche suggerimento.

Le prossime mosse- Data la chiarezza degli orientamenti Europei in materia è necessario elaborare subito una nuova strategia per far ripartire il settore, senza aspettare la conclusione dell’indagine della Commissione, che speriamo comunque essere positiva. Non si tratta di reinventare la ruota, ma di partire da quanto fatto già in passato in Sardegna e da quanto fanno similmente altri aeroporti e altre Regioni in Europa.
Occorre preparare il terreno per il rinnovo della Continuità territoriale per Roma e Milano (CT1) che scadrà l’anno prossimo, correggendo le modifiche apportate dalla giunta Cappellacci rispetto al passato che era a costo zero per la Regione: prevedere la tariffa scontata unicamente a favore dei sardi e prevedere invece un costo massimo (price cap) non eccessivamente elevato negli altri casi. In questo modo si risparmieranno 44 milioni di euro all’anno. Differentemente dal passato, si potrà prevedere anche la partecipazione di compagnie low cost qualora accettassero gli oneri di servizio pubblico.
Occorre chiedere immediatamente il rinnovo della Continuità territoriale per gli altri capoluoghi regionali quali Bologna, Napoli, Torino, Verona, Palermo (CT2), investendo una parte dei 44 milioni risparmiati dalla CT1. Anche in questo caso si potrà prevedere la partecipazione delle low cost qualora accettassero gli oneri di servizio pubblico (in cambio dell’aiuto pubblico) o permettere anche i voli low cosr (senza aiuti pubblici) in aggiunta a quelli in continuità.
Occorre infine dare sostegno agli aeroporti investendo la rimanente parte dei citati 44 milioni oltre ai 30 milioni recentemente assegnati dal Governo. Sostenere tutti gli aeroporti e in particolare quelli che attraversano difficoltà operative come Alghero. Aiutarli a sottoscrivere accordi con le compagnie aeree low cost tali da garantirne la permanenza sui nostri scali, garantire la crescita delle rotte esistenti e l’apertura di nuove rotte.

Le iniziative private, come quella messa in campo in questi giorni da imprenditori e figure di spicco del mondo dell’arte, sono molto apprezzabili ma non possono bastare, anzi ci richiamano all’urgente responsabilità della politica. Un intervento pubblico è ormai imprescindibile e urgente e sono certo che la giunta Pigliaru lo porterà rapidamente avanti senza ripetere gli errori del passato.

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