Strasburgo: un piano d’azione per indirizzare le sfide del Fintech

Il termine Fintech è utilizzato per descrivere l’applicazione delle tecnologie all’erogazione di servizi finanziari e, più in generale, il perseguimento di un maggiore livello di efficienza del sistema finanziario nel suo complesso, garantendo risparmi per i consumatori e un più ampio ventaglio di opportunità per imprese e investitori.

Questo settore sta assumendo un’importanza sempre maggiore, anche visti gli sviluppi della Quarta Rivoluzione Industriale, caratterizzata da un’automazione sempre più marcata delle attività che riguardano sia la sfera produttiva sia, più concretamente, la nostra vita quotidiana.

Secondo un recente report di Accenture, multinazionale di consulenza aziendale, nel 2015 gli investimenti nel settore Fintech sono cresciuti del 75% rispetto all’anno precedente raggiungendo il valore complessivo di oltre 20 miliardi di euro. Questo trend appare in costante aumento e sta gradualmente coinvolgendo molte start up europee.

Alcuni esempi riguardano i sistemi di home banking e delle valute virtuali (come i bitcoin). Altri applicativi sono invece rappresentati dalle piattaforme cosiddette di peer-to-peer lending (“prestito tra pari”) che sostanzialmente permettono a un soggetto di erogare un prestito a un altro, senza che sia necessaria la presenza di un intermediario. Un altro esempio, è quello del crowdfunding, letteralmente “finanziamento collettivo”: attraverso questa pratica molte start-up, ma anche piccole organizzazioni o individui, possono raccogliere fondi online per finanziare le loro attività o determinati progetti.

Il principale elemento di innovazione di questi applicativi è rappresentato dall’affermarsi di un nuovo paradigma di intermediazione finanziaria: l’utilizzo della tecnologia e delle piattaforme digitali permette infatti un rapporto diretto fra soggetti che vogliono investire o che necessitano un finanziamento. Questo porterà implicitamente anche a una ridefinizione del ruolo futuro che gli intermediari tradizionali, come le banche, hanno nell’erogazione di alcuni servizi.

Per tutte queste ragioni, i deputati europei che si occupano di problemi economici e monetari hanno deciso di chiedere alla Commissione Europea di proporre un piano di azione per indirizzare concretamente le principali sfide che riguardano questo settore.

Gli obiettivi della risoluzione proposta, votata la scorsa settimana nel corso della sessione plenaria di Strasburgo, mirano a garantire che ai servizi Fintech siano applicate le stesse regole indipendentemente dalla tipologia di soggetto che li eroga e alla sua localizzazione, garantendo allo stesso tempo la neutralità tecnologica: con questo concetto si intende che deve essere assicurata una parità di accesso agli strumenti tecnologici che permettono l’erogazione dei servizi finanziari, senza che vi siano restrizioni o discriminazioni.

Un ulteriore punto di attenzione sollevato nella risoluzione approvata dal Parlamento Europeo riguarda la sicurezza cibernetica: il funzionamento dell’infrastruttura digitale utilizzata per l’erogazione dei servizi finanziari deve essere garantito.

In generale, lo sviluppo dei servizi Fintech garantisce nuove opportunità, ma pone anche sfide importanti: da una parte la protezione dei consumatori e dall’altra la stabilità del sistema finanziario. In questo ambito, il ruolo dell’Unione Europea sarà quello di garantire un ambiente che, favorendo l’innovazione, permetta alle realtà Fintech di crescere in modo equilibrato e di contribuire, allo stesso tempo, alla crescita economica del Continente. L’utilizzo della tecnologia per erogare servizi finanziari rappresenta infatti un ulteriore tassello verso il completamento dell’Unione dei mercati dei capitali: una più forte integrazione in questo ambito rappresenterà un indubbio beneficio per facilitare l’accesso al credito e diminuire il costo dei finanziamenti, soprattutto a vantaggio di quelle piccole e medie imprese che cercano di investire nel futuro e si stanno faticosamente riprendendo dalla crisi economica.

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