Risoluzione dell’Assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo del 29 aprile 2018.

L’Assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo,L’Assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo,

1. Ritiene che il terrorismo rappresenti una minaccia comune per la pace e la sicurezza, la coesione sociale, la democrazia, lo stato di diritto e i diritti umani e per la sicurezza dei cittadini e di tutti coloro che risiedono negli Stati membri dell’Unione per il Mediterraneo (UfM), e sottolinea che ciò richiede un’azione risoluta e coordinata da parte di Stati e attori internazionali per prevenire e combattere questo fenomeno, nel pieno rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali garantiti dal diritto internazionale, in particolare nel diritto internazionale dei diritti umani, nel diritto dei rifugiati e nel diritto internazionale umanitario;

2. afferma che il terrorismo, in tutte le sue forme e manifestazioni, costituisce una delle più gravi minacce alla pace e alla sicurezza internazionali e che qualsiasi atto terroristico è criminale e ingiustificabile a prescindere dalle sue motivazioni, in qualsiasi momento, da qualunque luogo e da chiunque commesso; resta determinato a contribuire ulteriormente a rafforzare l’efficacia dello sforzo globale per combattere questo flagello a livello globale;

3. rileva che la minaccia terroristica non solo ha un impatto diretto sulla sicurezza dei cittadini dei paesi colpiti da attacchi terroristici, ma sconvolge anche l’equilibrio economico e sociale nei paesi interessati;

4. ritiene che, per combattere efficacemente il terrorismo, gli Stati membri dell’UpM debbano raggiungere una definizione comune e precisa di ciò che qualifica un atto terroristico, al di sopra delle sfumature politiche, del contesto nazionale e delle priorità di politica estera e non associarlo a particolari religioni, culture o movimenti;

5. sottolinea che crisi regionali, occupazione straniera, caos politico, mancanza di libertà democratiche, disuguaglianza sociale ed esclusione, violazioni dei diritti umani, mancanza di opportunità – sia educative che professionali – e povertà diffusa potrebbero minare la capacità di recupero delle società nella lotta al terrorismo e facilitare la diffusione di ideologie estremiste, il reclutamento di giovani da parte di organizzazioni estremiste e terroristiche e, di conseguenza, essere tra le cause alla radice dell’estremismo violento e degli atti di terrorismo;

6. ribadisce la sua inequivocabile condanna di tutti gli atti, i metodi e le pratiche del terrorismo e dell’estremismo violento che conduce al terrorismo, nonché la glorificazione degli autori di atti terroristici;

7. ritiene che un approccio puramente di sicurezza alla lotta contro il terrorismo sia controproducente; osserva, a tale riguardo, che le violazioni dei diritti umani derivanti dalle misure antiterroristiche alimentano gli sforzi di reclutamento degli estremisti violenti; sottolinea, pertanto, che qualsiasi efficace strategia antiterrorismo dovrebbe essere coerente con la protezione dei diritti umani;

8. ritiene che, al fine di combattere efficacemente il terrorismo, siano immediatamente necessarie una strategia coordinata di risposta e monitoraggio, nonché una strategia di prevenzione e che sia altresì essenziale sviluppare, senza indugio, un ampio piano a lungo termine per affrontare le sue cause profonde attraverso la promozione di uno sviluppo socio-economico armonioso, strategie e investimenti su misura per la gioventù nell’istruzione e nella formazione professionale, nonché nella costruzione di istituzioni, in particolare nel sistema giudiziario;

9. esprime preoccupazione per la normalizzazione dei poteri eccezionali di sicurezza nazionale e di emergenza all’interno dei sistemi giuridici ordinari in un certo numero di Stati membri dell’UpM; rileva che tali sviluppi rischiano, tra l’altro, di minare la vitalità della società civile e di un legittimo dissenso politico, nonché di pregiudicare negativamente i diritti dei gruppi vulnerabili e delle minoranze;

10. sottolinea che la minaccia terroristica è aumentata e si è rapidamente evoluta negli ultimi anni in relazione alle reti criminali transfrontaliere, alla tratta di esseri umani, alle droghe e alle armi e che, negli ultimi anni, gravi crisi umanitarie e conflitti militari nel La regione del Medio Oriente e del Nord Africa ha creato un vuoto di sicurezza e un terreno fertile per il reclutamento di giovani terroristi; sottolinea che gli individui definiti “combattenti terroristi stranieri” si recano all’estero ai fini del terrorismo e che il loro rientro nei loro paesi d’origine costituisce un’elevata minaccia alla sicurezza per tutti gli Stati membri dell’UpM; sottolinea la necessità di individuare i rientranti combattenti terroristi stranieri e la necessità di creare e attuare programmi di riabilitazione e reintegrazione su misura per coloro che non possono essere perseguiti, affrontando così le cause profonde dell’alienazione, del reclutamento e della partenza di combattenti terroristi stranieri e riducendo ogni ulteriore minaccia rappresentata dall’estremismo violento;

11. esprime solidarietà alle vittime del terrorismo e ritiene che debba essere accordata priorità al rispetto dei loro diritti e alle azioni volte a garantirne la protezione e il riconoscimento;

12. esorta gli Stati membri dell’UpM a rafforzare la cooperazione giudiziaria e di polizia e lo scambio di dati e informazioni nel campo della lotta al terrorismo, rispettando e rispettando i principi fondamentali dei diritti umani e dello stato di diritto; chiede l’istituzione di una formazione adeguata per gli agenti di polizia nel settore dei diritti fondamentali, promuovendo in tal modo una convergente sicurezza e cultura giudiziaria; chiede di essere informato immediatamente sull’efficacia degli strumenti attuali e sulle proposte volte a rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri dell’UpM;

13. esorta gli Stati membri dell’UpM a condurre una valutazione globale dell’attuale controterrorismo e delle misure di sicurezza, in particolare per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani e delle libertà civili, come sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dalla Carta araba sui diritti umani; ribadisce la sua ferma richiesta di controllo democratico e giudiziario e meccanismi di responsabilità per quanto riguarda le politiche antiterrorismo; sottolinea, inoltre, che le violazioni dei diritti fondamentali devono essere esaminate e corrette e che devono essere sviluppate nuove forme di controllo democratico che devono essere esercitate dai parlamenti mediterranei; invita le autorità degli Stati membri dell’UpM a rispettare il divieto di tortura, come è in particolare sancito nella Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti, che molti di essi hanno firmato e ratificato;

14. invita i governi degli Stati membri dell’UpM a proseguire i loro sforzi per prevenire e combattere l’ideologia estremista e l’incitamento alla violenza, al terrorismo e all’estremismo che portano al terrorismo coordinando le loro azioni, condividendo informazioni e buone pratiche e attuando tali politiche in base alle loro stesse bisogni, obiettivi e capacità, sulla base della propria esperienza; ritiene che l’UpM dovrebbe, ove opportuno, sostenere le autorità nazionali, regionali e locali di sviluppare politiche comuni di prevenzione rivolte in particolare ai giovani e ai settori più svantaggiati della società, riconoscendo, in particolare, l’importanza del ruolo e dell’inclusione delle donne nella prevenzione dell’estremismo violento che conduce a atti terroristici; sottolinea il fatto che la discriminazione rafforza i modelli di violenza e di estremismo; sottolinea che gli standard di uguaglianza e non discriminazione devono essere integrati da strategie politiche specifiche per affrontare tutte le forme di razzismo, compresa l’islamofobia;

15. osserva che l’estremismo violento non deve essere associato a nessuna ideologia o fede, ma può verificarsi in ognuna di esse; sottolinea che lo scambio delle migliori pratiche tra gli Stati membri dell’UpM è essenziale per contrastare l’aumento della radicalizzazione terroristica nelle carceri; rileva che i parlamenti mediterranei potrebbero anche condividere le migliori pratiche sull’attuazione dei programmi di sensibilizzazione dei giovani in materia di incitamento all’odio online e sui rischi che rappresenta, nonché promuovere narrative potenti e attraenti per contrastare l’incitamento all’odio e l’estremismo violento online e lavorare a stretto contatto con le organizzazioni della società allo scopo di rafforzare i canali di distribuzione e promozione del discorso democratico e non violento;

16. ritiene che qualsiasi strategia di lotta al terrorismo richieda un rafforzato controllo parlamentare da parte dei parlamenti dell’UpM, con mezzi adeguati e poteri seri per svolgere indagini e prendere decisioni vincolanti; ritiene, inoltre, che i parlamenti debbano essere pienamente e regolarmente coinvolti nell’elaborazione e nell’attuazione di misure per prevenire e combattere il terrorismo e in grado di verificare l’effettiva efficacia delle misure adottate, anche per quanto riguarda il loro impatto sui diritti umani e le libertà fondamentali, la realizzazione di obiettivi e costo reale delle iniziative intraprese;

17. ritiene che, al fine di aumentare l’efficacia della lotta contro il terrorismo, gli Stati membri dell’UpM dovrebbero istituire una rete permanente per lo scambio di informazioni e migliori pratiche tra i centri partner antiterrorismo nei paesi mediterranei; accoglie con favore, a tale proposito, il recente avvio di negoziati con diversi paesi mediterranei volti a garantire uno scambio regolare di dati tra Europol e le autorità nazionali in tali paesi nel campo della lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata; invita gli Stati membri dell’UpM, nel quadro della loro cooperazione antiterrorismo, a concentrare i loro sforzi sulla cooperazione di polizia e giudiziaria al fine di rafforzare le sinergie nella regione nella lotta contro il finanziamento del terrorismo;

18. ritiene che la lotta al traffico di armi dovrebbe essere una priorità per i paesi mediterranei nella lotta alla criminalità internazionale seria e organizzata; ritiene, in particolare, che la cooperazione debba essere ulteriormente rafforzata per quanto riguarda i meccanismi di scambio di informazioni e la tracciabilità e la distruzione delle armi proibite;

19. invita gli Stati membri dell’UpM a migliorare il monitoraggio dei movimenti finanziari sospetti, tenendo debito conto del principio di proporzionalità e del rispetto della vita privata, poiché le organizzazioni terroristiche hanno anche iniziato a esplorare e utilizzare le criptovalute, sottolinea la necessità adottare tutte le misure necessarie per garantire un monitoraggio costante riguardo a questo nuovo strumento finanziario;

20. si impegna a garantire il rafforzamento della legislazione nazionale nel settore del riciclaggio di denaro, mirando in particolare a contrastare le fonti di finanziamento del terrorismo e tutte le forme di promozione del terrorismo nonché la criminalizzazione del pagamento dei riscatti;

sottolinea che la cooperazione internazionale in questo settore dovrebbe anche concentrarsi maggiormente sul rafforzamento dei sistemi di controllo finanziario e delle pubbliche amministrazioni negli Stati membri dell’UpM in modo da consentire loro di partecipare più efficacemente alla lotta alla criminalità finanziaria e alle attività illecite connesse al terrorismo; chiede che siano adottate misure per migliorare lo scambio di dati e informazioni con i paesi partner al fine di individuare attività terroristiche e altre attività illegali; invita gli Stati membri dell’UpM a cooperare con i paesi a rischio di diventare santuari per i gruppi terroristici, nonché con le imprese che vi operano, al fine di ridurre ed eliminare qualsiasi possibilità di pagamento di riscatti e di proteggere il proprio personale;

21. incoraggia lo scambio di buone pratiche e una maggiore cooperazione di polizia al fine di combattere meglio la tratta di beni culturali e di coordinare meglio le azioni tra gli Stati membri dell’UpM; invita inoltre gli Stati membri dell’UpM a rafforzare la loro cooperazione con organizzazioni internazionali, quali le Nazioni Unite, l’UNESCO, l’Interpol, l’Organizzazione mondiale delle dogane e il Consiglio internazionale dei musei, al fine di intensificare la lotta contro il traffico illecito di beni culturali proprietà come mezzo per finanziare il terrorismo;

22. sottolinea che, dal momento che il terrorismo è un crimine globale, la risposta efficace ad essa deve essere anche globale e olistica, con il coordinamento tra istituzioni finanziarie, organismi preposti all’applicazione della legge e organi giudiziari e lo scambio di informazioni pertinenti su persone fisiche e giuridiche e l’attività sospetta è assolutamente vitale, tenendo presente che la protezione dei dati personali e il rispetto della privacy sono importanti diritti fondamentali; sottolinea che l’elemento chiave della lotta contro il terrorismo consiste nel tagliare le sue fonti di finanziamento, anche attraverso i circuiti nascosti della frode e dell’evasione fiscale, del riciclaggio di denaro e dei paradisi fiscali;

23. sottolinea che una più stretta cooperazione nel campo della cultura e del dialogo interreligioso, anche al fine di prevenire la distruzione dei luoghi di culto e consentire il libero accesso ai loro seguaci, nonché la diffusione dei valori di tolleranza e moderazione, può contribuire a insieme i paesi di entrambe le sponde del Mediterraneo e creare un forte ostacolo all’aumento delle discriminazioni e, in particolare, alla discriminazione razziale, alla xenofobia, all’islamofobia, all’antisemitismo, alla cristianofobia e all’incitamento alla violenza e al terrorismo promuovendo al tempo stesso una situazione socioeconomica sostenibile e sviluppo umano in tutto il Mediterraneo;

24. ricorda l’urgente necessità di migliorare l’integrazione sociale e l’occupabilità dei giovani, in quanto queste sono le principali sfide per la regione e sono veicoli per la stabilizzazione, la prosperità e la sicurezza; ricorda, inoltre, che i problemi odierni relativi all’occupabilità dei giovani nel Mediterraneo meridionale e settentrionale sono della stessa natura e richiedono risposte formulate congiuntamente nel quadro di un organismo di cooperazione multilaterale efficiente come l’UpM;

25. ricorda l’importante ruolo dell’istruzione e delle scuole nella prevenzione dell’estremismo violento; invita gli Stati membri dell’UpM a garantire il diritto a un’istruzione di qualità che sia aperta e accessibile a tutti, in particolare alle ragazze, al fine di promuovere il pensiero critico, i valori di tolleranza, il rispetto per gli altri e la non discriminazione;

26. sottolinea che l’estremismo che conduce al terrorismo non è un fenomeno nuovo; rileva, tuttavia, che le sue manifestazioni più recenti, le sue dimensioni e l’uso di nuovi strumenti di comunicazione hanno sollevato nuovi problemi che richiedono l’adozione di un approccio che comprenda i rischi immediati che l’estremismo violento pone alla sicurezza e le profonde cause dell’estremismo, che riunisce tutti i gruppi sociali e gli attori interessati da questo fenomeno; esorta gli Stati membri dell’UpM ad adottare misure per contrastare l’estremismo violento online in collaborazione con l’industria di Internet e le reti di social media;

27. invita gli Stati membri dell’UpM e l’Unione europea a introdurre misure efficaci per combattere la diffusione su Internet, i canali sociali e i canali televisivi di contenuti che incitano e promuovono il terrorismo, garantendo nel contempo il pieno rispetto della libertà di espressione; chiede l’istituzione di adeguate garanzie procedurali e la supervisione dell’intercettazione e della sorveglianza da parte delle autorità statali al fine di garantire che siano garantiti i diritti e le libertà fondamentali, compreso il rispetto per la vita privata; ritiene essenziale, inoltre, che vengano adottate misure urgenti per proteggere le vittime di tale propaganda di odio;

28. sottolinea la necessità di garantire che nell’uso di velivoli pilotati a distanza in operazioni di lotta al terrorismo, gli Stati rispettino i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale, compresi il diritto dei diritti umani e il diritto internazionale umanitario; insiste, a tale riguardo, sull’importanza di garantire la trasparenza e la responsabilità in questo processo;

29. invita i parlamenti mediterranei ad affrontare l’estremismo violento su Internet, in particolare lavorando a incentivi e misure legislative per promuovere la presenza di discorsi alternativi volti a contrastare i discorsi estremisti su Internet; ricorda che le misure volte a combattere l’estremismo violento su Internet devono rispettare le libertà fondamentali per essere veramente efficaci;

30. sottolinea che le sfide economiche e demografiche sono problemi a lungo termine per un numero significativo di paesi del Mediterraneo meridionale e che hanno implicazioni a breve termine, come l’estremismo violento, sia nel Mediterraneo meridionale che nel Mediterraneo settentrionale; invita, pertanto, i parlamenti mediterranei a impegnarsi a perseguire uno sviluppo economico sostenibile che offra posti di lavoro;

31. si impegna a elaborare una serie di raccomandazioni volte a coordinare meglio gli sforzi per combattere il terrorismo e l’estremismo che portano al terrorismo in tutti gli Stati membri dell’UpM; è convinto che le cause profonde dell’estremismo violento dovrebbero essere affrontate dagli Stati membri dell’UpM rimanendo nel pieno rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale.

 

Per scaricare il testo in formato originale clicca qui

Categorie: Notizie