Regolamenti e obiettivi del GDPR

Quasi vent’anni fa ci si interrogava già su una delle sfide più importanti dei decenni successivi, paragonando la privacy, in termini di importanza, alla battaglia per i diritti civili degli anni ’50 e ’60.

Già nel 1999, nella lungimirante serie “West Wings – Tutti gli uomini del Presidente” uno dei personaggi si interrogava sul futuro immediato: “I prossimi due decenni riguarderanno la privacy. Parlo di internet. Parlo dei cellulari. Parlo dei dati sulla salute e quelli di chi è o non è gay. Inoltre, in un paese nato sulla volontà di essere libero, cosa potrebbe esserci di più fondamentale.”

Oggi giorno, grazie ai cellulari e all’internet 2.0, il monito di quella frase si è realizzato. Non solo lo scandalo di Cambridge Analytica, ma la struttura stessa che sta prendendo la rete, la chiusura e assenza di competizione nei social network e la crescita dell’Internet of Things rendono una frase della fine degli anni Novanta, sempre più attuale.

I legislatori nazionali ed europei hanno di fronte una materia difficile da trattare e in costante divenire. Il regolamento  dell´Unione Europea sulla GDPR prevede una serie di regole per la gestione dei dati che dovrebbero entrare in vigore venerdì 25 maggio e che cambieranno profondamente il futuro della legislazione internazionale sul diritto alla protezione dei propri dati.

A gennaio, il COO di Facebook Sheryl Sandberg ha affermato che la società stava cercando di rendere più facile agli utenti del social network in tutto il mondo la gestione della propria privacy prima che la vasta legislazione dell’UE intervenga.
Poi, a marzo, dopo che la società di data mining Cambridge Analytica ha utilizzato i dati personali di circa 87 milioni di utenti di Facebook senza autorizzazione esplicita il gigante dei social media ha subito pesanti attacchi da parte dei media e del mondo politico.

Il nuovo pacchetto sulla protezione dei dati adottato a maggio 2016 mira a rendere l’Europa adatta all’era digitale. Oltre il 90% degli europei afferma di volere gli stessi diritti di protezione dei dati in tutta l’UE e indipendentemente da dove vengono elaborati i loro dati.

Il regolamento generale sulla protezione dei dati personali e la libera circolazione di tali dati (GDPR) ha fondamentalmente tre obiettivi:

• Unificare e rafforzare la protezione dei dati personali per i cittadini dell’UE
• Dare ai residenti dell’UE un maggiore controllo sul modo in cui i loro dati vengono archiviati e utilizzati
• Controllare il modo in cui i dati personali vengono esportati al di fuori dell’UE

Si tratta di un passo essenziale per rafforzare i diritti fondamentali dei cittadini nell’era digitale e agevolare le imprese semplificando le norme nel mercato unico digitale. Uno dei fattori potenzialmente rivoluzionari è dato dal fatto che una singola legge eliminerà anche l’attuale frammentazione e gli onerosi costi amministrativi del gestire dati personali con sistemi specifici per ogni paese all’interno dell’Unione.

La stessa legge impone delle multe salate per le aziende che non ne rispettano le disposizioni, creando un sistema che prevede ammende fino al 4% delle vendite annuali o 20 milioni di euro (25 milioni di dollari), a seconda di quale sia più alto.

La Direttiva (UE) 2016/680 sulla protezione delle persone fisiche in relazione al trattamento di dati personali connessi a reati o all’esecuzione di sanzioni penali e alla libera circolazione di tali dati tutela, invece, il diritto fondamentale dei cittadini alla protezione dei dati ogni volta che questi vengono utilizzati dalle autorità di contrasto. In particolare, garantirà che i dati personali delle vittime, dei testimoni e dei sospetti di reato siano debitamente tutelati e faciliterà la cooperazione transfrontaliera nella lotta contro la criminalità e il terrorismo.

La Commissione europea ha nominato un responsabile della protezione dei dati che è responsabile del monitoraggio e dell’applicazione delle norme sulla protezione dei dati nelle istituzioni europee. Il responsabile della protezione dei dati garantisce in modo indipendente l’applicazione interna delle norme sulla protezione dei dati in collaborazione con l’autorità europea di vigilanza sulla protezione dei dati.

Categorie: Notizie

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