Referendum Costituzionale Soru: “La riforma rafforza l’Autonomia Speciale”

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“Oggi in Sardegna siamo davanti al pregiudizio, che è quello che la Riforma costituzionale  metta in dubbio la sopravvivenza dell’Autonomia Speciale. Un timore solo nostro poiché in Italia i protagonisti della campagna del no, da Ainis a D’alema a de Siervo, dicono che la riforma va bocciata proprio perché le regioni a Statuto Speciale vedrebbero  rafforzare la loro autonomia invece che cancellarla”. A spiegarlo è Renato Soru, impegnato nella campagna  per il Si al Referedum del 4 dicembre, che in queste settimane sta promuovendo, insieme all’Associazione Sardegna Europa, un tour di iniziative in 20 tappe che vedrà la sua conclusione il 1 dicembre a Cagliari, con la presenza straordinaria del Ministro Carlo Calenda.

Aggiornare la Costituzione: una Sardegna nuova”.  “Abbiamo scelto questo titolo per accompagnare le nostre iniziative intorno all’isola”-ha spiegato Soru, “perchè volevamo sottolineare che  effettivamente, l’autonomia speciale non solo non viene cancellata ma viene rafforzata, grazie allo strumento dell’Intesa”

“Siamo invitati ad ammodernare il nostro Statuto in tutta sicurezza, poichè ogni cambiamento per essere approvato sarà soggetto ad un doppio passaggio: quello del Parlamento e quello del Consiglio Regionale, d’Intesa. In mancanza dell’Intesa lo Statuto non sarà modificato”. Ecco un esempio concreto: “Non tutti sanno che l’ articolo 8, che  garantisce la compartecipazione al gettito fiscale della Sardegna, era come una piccola legge ordinaria dentro lo Statuto e poteva essere modificata in qualunque momento dal Parlamento con un semplice emendamento nella legge finanziaria nazionale. Con la riforma questo non potrà più succedere perché anche l’articolo 8 diventerà legge costituzionale, modificabile solamente d’intesa con la Sardegna. Un passo avanti enorme”.

“La riforma ci dà un’occasione imperdibile per aggiornare il nostro Statuto alle competenze dell’oggi, e non a quelle di 70 anni fa: vogliamo poterci occupare di insularità, trasporti, continuità aerea e marittima, ambiente, fonti alternative, reti dell’energia, del digitale, della conoscenza. Vogliamo poter discutere alla pari con lo Stato in questioni delicate come le Servitù Militari e le bonifiche. Ora abbiamo finalmente l’occasione per farlo”.

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