Nuova direttiva UE a tutela del diritto d’autore, ma restano alcune riserve.

Il 20 giugno la Commissione giuridica (JURI), una delle commissioni permanenti del Parlamento Europeo competente per l’interpretazione, l’applicazione e il controllo del diritto europeo e internazionale, ha approvato le proposte contenute in una nuova direttiva europea per il copyright ritenute necessarie per aggiornare la tutela del diritto d’autore alle nuove sfide digitali.

La direttiva contiene due articoli – l’11 e il 13 – che secondo molti osservatori presentano alcune criticità. In un documento firmato – tra gli altri – da Tim Berners-Lee, l’inventore del World Wide Web e Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, si evidenziano alcuni dei problemi che potrebbe sorgere relativamente all’applicazione dell’articolo 13.

L’articolo 13 stabilisce una responsabilità in capo alle piattaforme che ospitano contenuti, di controllare che questi non infrangano norme sul copyright nell’Unione Europea e che debbano essere verificati preventivamente, in modo da impedire che finiscano online file con materiale protetto dal diritto d’autore. Una funzione simile è stata implementata su Youtube per eliminare immediatamente i contenuti protetti dal sito. Si tratta di un sistema complesso su cui YouTube ha lavorato per diversi anni e con tecnici altamente qualificati, possibilità non disponibile per i portali e i siti di dimensioni inferiori.

In un ambito simile, era stata introdotta la fattispecie di responsabilità equilibrata stabilita nell’ambito del Direttiva e-commerce, in base alla quale coloro che caricano contenuti su Internet supportano la responsabilità principale della sua legalità, mentre le piattaforme sono responsabili per la rimozione di tali contenuti una volta che la loro illegalità è stata portata alla loro attenzione da parte degli utenti. Questa però è una misura ritenuta non sufficiente per tutelare la materia del copyright.

L’altra criticità evidenziata dagli esperti riguarda invece l’articolo 11 che prevede l’istituzione di una sorta di “tassa per i link” per le grandi piattaforme online come Google e Facebook per poter linkare gli articoli presenti su giornali e riviste online.

L’effetto voluto da questa parte della regolazione è l’obbligo di creazione di accordi tra le piattaforme e i produttori di contenuti. I critici di questo articolo ritengono pericoloso l’allargamento del diritto d’autore ad un ambito limitato come quello di piccoli testi che servono ad informare l’utente dei contenuti di un articolo giornalistico. La soluzione prospettata dalla Commissione è quella di introdurre una sorta di Snippet Tax, cioè una tassa sulla condivisione di link e frammenti di un articolo come già realizzato in Germania e in Spagna, con risultati meno positivi di quanto auspicato.

Per la Spagna, infatti, si è valutata una perdita a carico degli editori superiore ai 10 milioni, mentre in Germania, la Link Tax è stata modificata permettendo l’uso di frammenti (singole parole o brevi estratti di testo) in modo gratuito per cui non è considerato sufficiente il solo titolo per dover pagare la tassa, ma occorre che l’aggregatore utilizzi qualcosa di più di un alcune frasi.

Ci sono però, oltre alla maggioranza della Commissione JURI che ha approvato il testo, molteplici sostenitori dell’esigenza di una profonda riforma del copyright.

Pareri fortemente a favore sono stati espressi dall’European Magazine Media Association, dalla European Newspaper Publishers ‘Association, da New Media Europe e dal European Publishers’ Council. Le tre organizzazioni ritengono l’introduzione del diritto di un editore essenziale per le loro attività.
Chiaramente gli editori europei di giornali e riviste non trovano corretto che nonostante abbiano raggiunto un bacino di consumatori più ampio attraverso ingenti investimenti dedicati al mutamento delle proprie attività alle realtà dell’ambiente digitale, non abbiano ancora un modo adeguato per proteggere i loro investimenti.

Durante la prossima Plenaria, il 4 luglio, la proposta verrà votata dai Parlamentari Europei, in caso di approvazione, un team negoziale del Parlamento inizierà un confronto con i rappresentanti degli Stati Europei per finalizzare un testo legislativo sulla tematica.

Categorie: Notizie

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