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Tecnologia 5G nell’UE ed effetti sociali positivi

di Renato Soru Team | 9 giugno 2017

Il 5G è la prossima generazione di comunicazione senza fili. La nuova tecnologia dovrebbe essere disponibile nel 2020, consentendo una serie di nuovi servizi innovativi in grado di trasformare settori quali quello manifatturiero, agrario, sanitario, dell’energia e dei trasporti, portandoli nell’era dell’Internet of things.


Per realizzare la società europea dei gigabit entro il 2025 la Commissione intende sviluppare reti universali ad altissima capacità e il 5G, al fine di promuovere la competitività globale dell’Europa e la digitalizzazione della sua industria. Anche la connettività ad alta velocità è necessaria per far fronte a una crescente richiesta di traffico Internet da parte dei consumatori, delle imprese e dei dispositivi connessi. La Commissione intende accelerare la diffusione del 5G in Europa in modo da non rimanere indietro rispetto ad altre regioni del mondo, come è successo con il 4G, che è ancora disponibile solo per il 36% nelle zone rurali.


Sono evidenti inoltre gli effetti sociali positivi che il 5G porterebbe in Europa in termini di miglioramento dell’apprendimento, della salute, della cultura, della coesione e di nuove opportunità di lavoro. La tecnologia serve per diminuire, se non azzerare il divario tra le zone con diverse caratteristiche geografiche dell’UE.


In un periodo storico in cui lo sviluppo della aree rurali passa obbligatoriamente dalla tecnologia, in Sardegna 507mila cittadini non beneficiano appieno, o quasi per niente, della rivoluzione digitale. La connessione veloce può fungere da deterrente contro lo spopolamento, può impedire che regioni come la Sardegna o la Sicilia inizino sempre più ad assomigliare a grandi ciambelle con un buco al centro.


Portare la fibra ottica nelle campagne significa permettere per esempio la diffusione dell’e-commerce, creando mercati che passino dalle campagne alle città, abbattendo tutti gli altri costi. Iniziare un processo di trasformazione digitale nelle zone interne vuol dire dare coraggio allo sviluppo,  permette ai cittadini di crearsi delle opportunità lavorative in privato, di accedere al telelavoro o alle aziende digitali di poter aprire sedi ovunque, non solo nei grandi centri.


L’obiettivo di collegare aree o regioni “isolate”, dove le compagnie telefoniche non sono interessate a investire, risiede nell’importanza di poter navigare su internet alla stessa velocità, per sentirsi più vicini al mondo o meglio, parte attiva dell’Europa e della sua crescita, avvicinando così tutte le comunità.


La Commissione ha presentato la sua strategia per il 5G nella comunicazione dal titolo “Il 5G per l’Europa: un piano d’azione“. Essa prevede, in particolare, il sostegno allo sviluppo di standard 5G globali comuni attraverso il cofinanziamento di ricerca e sviluppo. È attualmente in atto una corsa a livello globale per quanto riguarda la ricerca, lo sviluppo e il dispiegamento del 5G.


Lo spopolamento è si una dinamica naturale a livello globale, ma può e deve essere contrastato attraverso nuove opportunità di lavoro, per le quali la Regione e i Comuni devono svolgere la propria parte, favorendo sistemi produttivi che si autosostengano, partendo dai fondi che l’UE mette a disposizione per pubblico e privato.


A tal proposito la Commissione fornisce il proprio sostegno nell’ambito del programma di ricerca dell’UE Orizzonte 2020 attraverso il progetto di partenariato pubblico-privato per il 5G (5G-PPP), il programma più vasto al mondo, che prevede finanziamenti da parte dell’UE per un valore di 700 milioni di euro, cui vanno aggiunti i finanziamenti privati per raggiungere un bilancio complessivo di 3,5 miliardi di euro entro il 2025.


fonti: www.epthinktank.eu

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