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DEUTSCHE BANK, ORA REGOLE UGUALI PER TUTTI. BCE RIVEDA CRITERI DI ANALISI RISCHIO

di Renato Soru | 12 ottobre 2015
Ancora una volta la cronaca di queste settimane ci mostra, con il caso Deutsche Bank, come non esista e non sia mai esistita un’Europa dei primi della classe contrapposta a quella dei compiti a casa.
Serve una forte visione comune delle regole per evitare gli errori di uno strabismo che nel recente passato ha penalizzato le banche italiane, meno esposte al rischio e più orientate al sostegno dell’economia reale, a scapito di istituti stranieri notoriamente dediti a modelli di business più spregiudicati.

La Deutche Bank che oggi si appresta a licenziare 23 mila dipendenti è la stessa che un anno fa nelle valutazioni degli organismi di controllo della BCE aveva superato senza particolari problemi l’esame dell’Asset Quality Review e gli stress tests.
Eppure dopo pochi mesi, precisamente nel maggio 2015,  Deutche Bank veniva multata dalla SEC, l’ente federale americano equivalente della nostra Consob, per aver gonfiato il valore del suo portafoglio.

Già ha fine 2014, durante l’audizione al Parlamento Europeo del Presidente del Single Supervisory Board, Danièle Nouy, avevo fatto notare come il Comprehensive Assessment non restituisse un quadro realistico della situazione: il sistema bancario italiano, che tutto sommato aveva retto bene la crisi, veniva indicato come a rischio, mentre i sistemi bancari di altri Paesi, che durante la crisi avevano fatto pesantemente ricorso ad aiuti di Stato a carico dei contribuenti, venivano definiti sicuri.

A mio avviso questa discrepanza era dovuta alla mancata analisi sui derivati, largamente utilizzati da certi Istituti bancari, inclusa la Deutsche Bank. La Presidente Nouy mi diede implicitamente ragione pronunciandosi a favore di una revisione dei modelli utilizzati per l’analisi, che includesse anche i derivati. Purtroppo però, l’analisi prevista per il 2015 è stata posticipata al 2016.

Per questo ho deciso di presentare un’interrogazione al Single Supervisory Board, che presiede l’Autorità di Vigilanza del sistema bancario europeo, per chiedere in che modo la BCE intende rivisitare i modelli di analisi del rischio, onde evitare che casi simili si ripetano in futuro. Più precisamente chiederò quali azioni saranno intraprese per affrontare la questione dei rischi incorporati su attività finanziarie, soprattutto sui derivati.

C’è infine un’ulteriore questione da chiarire. Dall’analisi delle perdite di bilancio di Deutche Bank risulta che i costi per i contenziosi bancari ammontano ad un miliardo e 200 mila euro.Tuttavia i costi potenziali per contenziosi non facevano parte dello stress test nel 2014. Per questo chiederò se la BCE intende includerli come elemento di valutazione nei prossimi stress test.

 
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