Net Neutrality, Soru: “Patrimonio collettivo, l’ Europa prenda una posizione chiara”

Il tema della neutralità della rete torna sul tavolo di discussione europea in queste ore, attraverso la discussione sul rinnovo dell’Internet Governance Forum a Strasburgo, ma anche nel dibattito più generale, in seguito all’incontro lo scorso mese di novembre, tra il Vice Presidente della Commissione Europea Andrus Ansip ed il creatore del World Wide Web, Sir Tim Berners-Lee.

In seguito a tale incontro, Tim Berners-Lee ha scritto un post per la pagina ufficiale della Commissione, dove ha reso pubblico il suo pensiero in merito alla Net neutrality. Sir Berners-Lee spiega le caratteristiche sulle quali si è basato per creare il Web, immaginandolo come uno spazio neutrale di creazione e collaborazione. Uno spazio dove chiunque potesse condividere informazioni e idee senza filtri, senza dover chiedere il permesso a nessuno e senza dover comprare alcuna licenza per condividere informazioni.

Ciò ha permesso un balzo in avanti nell’innovazione scientifica, commerciale e culturale. Oggi però, uno dei principi che ha reso possibile questo sviluppo, la Net Neutrality, è minacciato. La Net Neutrality sancisce che per i cittadini non vi possano essere censure o restrizioni ai contenuti della rete, come decretato anche dall’articolo 11 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Ciò implica che non vi possano essere restrizioni, il contenuto, indipendentemente dal tipo di servizio a cui è collegato, deve essere trattato allo stesso modo.

Il mantenimento della neutralità della rete è fondamentale sia per questioni relative ai diritti umani, il progresso e l’innovazione, ma anche per ragioni economiche. Essa permette un circolo virtuoso che consente una maggiore competizione, prezzi più bassi, maggiore connettività e maggiore innovazione, portando benefici per tutti i cittadini.

“Finora non è stato necessario creare leggi al fine di difendere la neutralità della rete, ma col passare del tempo e l’evolversi di internet risulta sempre più necessario mobilitarsi per mantenere questa caratteristica fondamentale del Web”, afferma l’eurodeputato Renato Soru, che in qualità di membro della Commissione Itre si è molto occupato del tema per il gruppo dei Socialisti e Democratici Europei.

Fra i nodi da risolvere, c’è il controllo dell’accesso ai dati da parte delle maggiori compagnie, ma anche la cosiddetta “discriminazione positiva”, ovvero la tendenza da parte delle stesse compagnie a selezionare dei servizi specifici da favorire. Il rischio cioè è quello che le compagnie di telecomunicazioni

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e gli operatori di rete diventino dei potenti controllori (gatekeepers), in grado di decidere quali dati possano passare e quali no ed in definitiva quali servizi possano offrire maggiore qualità.

Il rischio di cui parla Tim Berners-Lee è concreto, come dimostrato da uno studio della Web Foundation, il Web Index 2014. Su un campione di 86 paesi, il 74% non dispone di leggi in materia di neutralità della rete, comportando una discriminazione nel traffico dei dati.

“All’interno dell’Unione Europea troviamo una situazione ambigua”, spiega Soru. “Alcuni Stati hanno già trasformato in legge i principi di neutralità, come Olanda Repubblica Ceca e Danimarca, mentre altri sono ancora ben lontani dall’obiettivo, come Italia e Polonia” . Il Parlamento Europeo ha approvato la scorsa primavera un pacchetto di leggi per riformare le telecomunicazioni, includendo anche definizione e protezione della neutralità. “Ma il Consiglio dell’Unione Europea deve ancora esprimersi a riguardo”.

“Personalmente”, prosegue Soru “mi sono espresso numerose volte a favore della neutralità della rete, ritenendola una risorsa fondamentale per lo sviluppo. Oggi però questa risorsa rischia di essere sacrificata sull’altare del profitto economico di poche grandi aziende. Dobbiamo domandarci seriamente se, in nome di pochi possiamo rinunciare ad un’immensa libertà d’informazione e di interscambio, patrimonio di tutti. Possiamo rinunciare ad un principio che può garantire grandi sviluppi, anche in un momento di crisi?”

“La rete negli ultimi 25 anni ha permesso grandissimi sviluppi, proprio perché basata su tre principi: standardizzazione, tecnologia, apertura e neutralità. Se anche solo uno di questi principi fosse messo in pericolo”, spiega Soru, “lo sviluppo che abbiamo visto non sarebbe più possibile”.

“Confido che si possa arrivare il più in fretta possibile ad una soluzione, al fine di mantenere la rete quale luogo neutrale di creazione e collaborazione. Un luogo dal quale ripartire per crescere e progredire sotto ogni punto di vista, a livello economico come in ambito culturale, fino ad arrivare alla libertà d’informazione”.

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