Mps e Carige, Soru punta il dito sugli stress-test BCE: “Ignorati i derivati e le ricapitalizzazioni delle banche tedesche”

Il 26 ottobre scorso la Banca Centrale Europea ha reso noti i risultati degli stress test e della Asset Quality Review, il check-up sui bilanci dei 120 maggiori istituti di credito europei  in vista dell’Unione Bancaria europea. L’esito degli esami sul bilancio è apparso negativo per nove banche italiane. Due tra queste, Monte dei Paschi di Siena e Banca Carige, in seguito alla pubblicazione dei risultati hanno avuto un crollo in borsa, perdendo rispettivamente il 19 e il 13 per cento del loro valore. Questo secondo alcuni è riconducibile anche alle modalità con cui la Banca Centrale ha comunicato i propri risultati. Inoltre la Banca d’Italia e numerosi economisti hanno espresso le loro perplessità sulla metodologia applicata a tali test.

Nella riunione della Commissione Economia e  Affari Monetari tenutasi ieri, si è discusso di questo e di altri temi con la presidentessa del Consiglio di vigilanza della BCE, Danièle Nouy. “Ho chiesto chiarimenti in merito alla metodologia dei test effettuati sulle banche europee, ponendo l’accento sulla questione dei derivati e degli aiuti di stato”, spiega l’eurodeputato Renato Soru, che è anche relatore incaricato nell’ambito della commissione Econ per la preparazione del dossier sulla regolamentazione dei mercati finanziari dell’Unione monetaria . “Nell’analizzare i bilanci delle banche supervisionate”, prosegue Soru, “non si è tenuto conto né della presenza di derivati e della loro rischiosità, né delle ricapitalizzazioni effettuate da alcune banche continentali grazie agli aiuti da parte dei propri stati di origine”.

Sul primo punto, quello riguardante i derivati, è stato riferito dalla presidentessa Nouy che non è stato possibile analizzarli nei test del 2014 poiché la loro complessità avrebbe comportato un allungamento delle tempistiche dei test stessi. “La presidentessa ha però rassicurato sul fatto che di questi prodotti si terrà debitamente conto nelle analisi future, a partire dal 2015”, precisa Soru.

Sul secondo punto, relativo agli aiuti di stato, Soru ha domandato se si fosse tenuto conto del fatto che “le attività a supporto delle istituzioni finanziarie intraprese dai vari Stati fino al 2013 fossero significativamente diverse da Paese a Paese. Per esempio”, spiega l’eurodeputato Pd: “la Germania ha investito circa 247 miliardi nelle banche tedesche, lo Stato Italiano ha elargito poco più di 4 miliardi a favore delle proprie banche. Una differenza che appare abissale e che condiziona pesantemente l’esito degli stress test”.

“Nonostante l’esito negativo per le due banche citate, i risultati della AQR e degli stress test forniscono un quadro tutto sommato confortante”, conclude Soru. “Il sistema bancario italiano dimostra di essere sostanzialmente stabile nonostante la perdurante crisi economica”.

“Mi auguro che per i prossimi esami la BCE tenga conto delle diverse situazioni dei singoli Stati, al fine di garantire una maggiore imparzialità e trasparenza, e che le stesse banche italiane continuino a lavorare per mantenere quella solidità che contraddistingue il nostro sistema bancario”.

 

 

 

 

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