Migranti, nelle parole di Ban Ki Moon l’omaggio all’Italia migliore

Un plauso all’Italia per l’accoglienza ai migranti che hanno saputo dare una risposta coraggiosa e profondamente umana alla più grande crisi migratoria dalla fine della Seconda guerra mondiale. Così il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha reso omaggio agli uomini e alla donne italiani che hanno salvato decine di migliaia di migranti davanti al nostro Parlamento, in occasione del sessantesimo anniversario dell’ingresso del nostro Paese nell’Onu. Parole importanti che riconoscono l’impegno e l’umanità dell’Italia che ha salvato 150 mila vite con l’operazione Mare Nostrum. Tutto da soli, nell’indifferenza dell’Europa: gli uomini e le donne della Marina militare sono diventati medici e ostetrici, qualche volta preti e confessori, hanno fatto nascere la vita dove c’era una promessa di morte. Hanno messo in pericolo le loro di vite, così come hanno fatto gli abitanti di Lampedusa, piccolo avamposto resistente nel mare di lacrime del Mediterraneo. A loro va la gratitudine del mondo, da parte nostra anche quella dovuta all’orgoglio di sentirci italiani. Siamo un popolo che fa quello che Ban Ki-moon ha chiesto al nostro Parlamento: non distinguere i migranti in due categorie, non dividere le persone tra coloro che hanno più o meno diritto ad essere accolte. Perché il genere umano è uno solo e la nostra storia di emigrazione dovrebbe farci riflettere. E’ gente che fugge dai propri Paesi d’origine per mettere in salvo il futuro dei figli. Quante donne incinte hanno scelto di affrontare un viaggio terribile per strappare i loro bambini a guerre, povertà o persecuzioni? I bambini che sono nati sulle navi della marina militare sono bambini nostri. Sono il simbolo dell’Italia più bella, quella che si rimbocca le maniche di fronte alla fatica e alla sofferenza, quella che non volta lo sguardo altrove come forse è più facile fare dal Nord dell’Europa. Essere terra di confine è una responsabilità e una ricchezza, nostro dovere è stato, come abbiamo fatto, diventare i primi testimoni nel fronte del Mediterraneo

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