MIGRANTI: GRAVISSIMO MURO BRENNERO NEL GIORNO DEL VOTO CHE SUPERA REGOLAMENTO DUBLINO

Il muro del Brennero è uno schiaffo al voto con cui ieri l’Europarlamento  ha aperto la strada al sistema comune di asilo e alla condivisione di una responsabilità europea sui migranti. Proprio nel giorno in cui l’approvazione del “Rapporto sull’immigrazione” sancisce la necessità di superare il vecchio regolamento di Dublino, l’Austria ricostruisce gli antichi confini pre- Schengen: in pratica un passo avanti e due indietro.

Occorre ribadire che davanti alla crisi migratoria nel Mediterraneo non servono nuove barriere, ma una risposta unitaria ed umana da parte dell’Europa. Finora l’UE non è riuscita a dare questa risposta, a causa degli egoismi nazionali e nonostante le proposte ragionevoli della Commissione europea su ricollocazione e reinsediamenti. A Idomeni, abbiamo addirittura visto sparare lacrimogeni su donne e bambini inermi.

Siamo già al punto di non ritorno, occorre una svolta seria e concreta sulle politiche per l’immigrazione, nel rispetto dei diritti umani. E’ ora di dire basta a quei paesi che  rifiutano di assumersi le loro responsabilità riguardo i profughi, o a quelli che come l’Austria pensano di chiudere preventivamente le proprie frontiere, mettendo a serio rischio le conquiste di Schengen.

La logica dei muri interni è egoista, miope e perdente. Occorre invece una strategia di sistema, che preservando il principio di libera circolazione porti alla costruzione di una vera e propria frontiera europea: non muri ma un sistema di controllo che garantisca al contempo sicurezza e accoglienza dignitosa.

La nuova barriera del Brennero è un fatto inaccettabile, che non colpisce solo i migranti, ma anche le aziende italiane, i nostri produttori, la nostra agricoltura, con un aggravio di costi che Confcommercio calcola per il solo comparto dell’autotrasporto in 170 milioni di euro. Stiamo tornando agli anni delle code dei camion alla dogana con l’Austria. Se il dialogo tra istituzioni non porterà ad abbattere questo ulteriore muro, allora chiederemo con forza che la Commissione adotti misure sanzionatorie nei confronti di quei Paesi che invece di mandare in soffitta Dublino fanno riemergere le dogane. La frontiera deve essere unica e comunitaria: non può esserci un’Europa attenta solo agli squilibri finanziari e in preda ai nazionalismi più ciechi quando si tratta di politiche migratorie.

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