ME NE FREGO

Nel post precedente in cui proponevo la lettura di un articolo di Francesco Merlo sul caso della nave Diciotti ho ricevuto alcuni commenti sdegnati in cui mi si diceva: ma come, ti occupi ancora dei migranti invece che dei morti della tragedia di Genova? Commenti che fanno il paio con le dichiarazioni Del Ministro Salvini che subito ha accusato i magistrati di essere solerti nel mandare un avviso di garanzia per i 177 migranti trattenuti per giorni all’interno della nave quando ancora non c’è alcun nome nel registro degli indagati sul crollo del ponte Morandi.

E’ evidente che Salvini confonde i piani di due vicende egualmente gravi ed importanti, su cui occorre subito fare ordine.

Sulla tragedia di Genova sono in corso accertamenti complessi e delicati, che intersecano il piano penale, quello politico e quello amministrativo per la perdita di tante vite umane e per il dramma di una città ferita.

Si dovrà demolire e ricostruire in fretta, per ricucire quella ferita. Bisognerà farsi carico di chi ha già dovuto abbandonare la propria casa e di chi la perderà per sempre. Questo è fuor di dubbio. Occorrerà individuare le diverse responsabilità penali. Non sarà facile districarsi in una selva di diverse competenze statali e nelle responsabilità dei privati.

Certamente si discuterà a lungo per chiarire, aldilà degli slogan del momento, le vere responsabilità politiche. Della prima stagione di privatizzazioni, del tentativo del ministro Di Pietro, durante il governo Prodi, di riequilibrare la discrezionalità dei concessionari con un testo di legge che introduceva ampi poteri e doveri di vigilanza. Del perché poi si fece un passo indietro, con la firma di una nuova concessione da parte del governo Forza Italia- Lega. Fino al famoso recente regalo ai Benetton, con la proroga di cui tanto si è discusso, scoprendo poi che quel provvedimento era stato votato anche dalla Lega e dallo stesso Salvini, al fine di favorire le autostrade venete.

Il Ministro dell’interno, attuale segretario della Lega, leader di fatto dell’attuale maggioranza di Governo, che ora agita coi Cinquestelle la bandiera del cambiamento, non rappresenta il nuovo come vuole far credere, e non è senza colpe per il passato.

Allo stesso modo, con la stessa urgenza occorrerà far luce sulla vicenda grottesca di una nave della Guardia Costiera italiana costretta in un porto siciliano, con centosettanta persone. Di fatto sequestrate a bordo senza un motivo. Anzi apparentemente per il motivo di attuare sulla loro pelle maggior pressione sulla UE sul tema dei ricollocamenti. Ma, ho paura, soprattutto per testare pericolosamente quanto sia possibile forzare la mano al nostro sistema democratico, dietro la leva del populismo di massa.

Ecco perché è importante occuparsi del disastro di Genova ma anche della vicenda della Diciotti. Quest’ultimo non è solo un problema di immigrazione, è un problema di tenuta della democrazia, del nostro stato di diritto, di difesa della Costituzione.

Nei giorni scorsi abbiamo visto vacillare il nostro “contratto sociale” sotto i colpi di un nuovo autoritarismo che ormai non mette in discussione solo i diritti dei migranti ma anche i principi fondamentali ed il bilanciamento della nostra democrazia.

Occorre reagire subito, riconoscere ed impedire sul nascere una nuova deriva autoritaria. Abbiamo già avuto l’uomo forte al comando. Anche lui iniziò urlando “Me ne frego”: Sappiamo tutti come è andata a finire.

Categorie: Notizie

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