L’Europa e l’implementazione dell’Agenda urbana

Secondo i dati della Commissione europea, nel 2014 circa il 72% della popolazione dell’Unione (pari a circa 360 milioni di persone) viveva in aree urbane. Si stima che questa percentuale supererà l’80% nel 2050. Nelle aree urbane è anche prodotta la maggior parte del prodotto interno lordo del Continente.

Statistiche di questa rilevanza fanno capire quanto sia cruciale il ruolo delle città: non solo centri importanti dal punto di vista demografico, ma anche aree di produzione e spazi di condivisione.

Se si considera il punto di vista degli studiosi di sviluppo urbano, è sempre più condivisa l’idea secondo la quale il ruolo di queste aree sia sempre più definito in base agli elementi che ne determinano la qualità della vita e l’attrattività per i cittadini e non solo su considerazione che hanno come focus esclusivo la mera competitività economica.

Nella primavera 2016, a conclusione della riunione informale sulle questioni urbane fra i rappresentanti della Commissione europea e quelli degli Stati membri, è stato approvato il cosiddetto “Patto di Amsterdam”. Questo accordo fissa l’Agenda urbana dell’Unione europea e ne sostanzia i princìpi cardine, individuando 12 aree operative di intervento sulle quali applicare una strategia che si sviluppa in tre linee-guida.

Le aree operative fanno riferimento a: 1) inclusione dei migranti e dei rifugiati; 2) qualità dell’aria; 3) povertà urbana; 4) alloggi; 5) economia circolare; 6) posti di lavoro e competenze professionali nell’economia locale; 7) adattamento ai cambiamenti climatici; 8) transizione energetica; 9) uso sostenibile del territorio e soluzioni fondate sulla natura; 10) mobilità urbana; 11) transizione digitale; 12) appalti pubblici innovativi e responsabili.

Le linee-guida possono essere suddivise in tre macro-categorie:

  • il miglioramento della legislazione dell’Unione europea in materia di città e aree urbane (Better Regulation);
  • la condivisione delle migliori pratiche sulle politiche urbane e il miglioramento della cooperazione fra le città europee (Better Knowledge);
  • il rafforzamento dell’accesso ai fondi europei dedicati alle aree urbane e la promozione di un loro migliore e più efficace utilizzo (Better Funding).

L’Agenda urbana si prefigge di creare delle partnership per ciascuna delle aree individuate che permettano ai diversi livelli di governo e ai portatori d’interesse di collaborare per progettare risposte comuni sui temi dell’inclusività, della qualità della vita e della sostenibilità.

Queste aree di intervento riflettono alcuni dei temi più attuali presenti nell’agenda politica. Si tratta di un’altra dimostrazione che il ruolo che le città e i governi locali sono chiamati a giocare assume dei connotati non soltanto amministrativi, ma anche e soprattutto politici. La risposta alle sfide globali passa necessariamente per la collaborazione dei livelli di governo più vicini al cittadino.

Un recente rapporto del Centro studi del Parlamento europeo sottolinea gli avanzamenti dei partenariati previsti dall’Agenda urbana. Alcuni di questi riguardano, ad esempio, le iniziative intraprese da alcune città dell’Estonia e della Bulgaria per favorire la transizione digitale nell’erogazione dei servizi pubblici (come i servizi di assistenza sociale e il cosiddetto e-government, ovvero l’utilizzo di tecnologie digitali da parte della Pubblica Amministrazione) o il progetto che interessa alcune aree urbane della Germania e della Repubblica ceca sui temi della mobilità sostenibile e del trasporto pubblico locale.

Nell’ottica di migliorare la comunicazione delle iniziative in favore delle città, delle risorse a loro disposizione e, più in generale, dell’Agenda urbana, la Commissione europea ha realizzato, nell’ottobre 2017, un portale che fornisce tutte le informazioni necessarie sulle opportunità che è possibile sfruttare. Un’attenzione particolare è data alla disseminazione e alla condivisione di buone pratiche, attraverso la pubblicazione di un’apposita base dati.

Anche il Parlamento europeo si sta occupando di città e aree urbane. Infatti, in Commissione Affari costituzionali (AFCO) è attualmente in corso il dibattito su un Rapporto d’iniziativa sul ruolo delle città nel framework istituzionale dell’Unione europea: con questo documento si mira a discutere l’importante compito che le aree urbane e i governi locali rivestono nell’implementazione e nell’attuazione della legislazione europea e delle sue strategie. Si pensi, ad esempio, agli obiettivi di Europa 2020 sulla sostenibilità ambientale e sulla crescita inclusiva che necessitano di un ruolo attivo dei governi locali per garantire il raggiungimento dei parametri previsti.

Il clima di attenzione che si è creato attorno alla strategicità delle aree urbane suggerisce quindi che il successo dell’Agenda urbana e delle altre iniziative dipenderà non soltanto dalle risorse messe a disposizione, ma anche dalla collaborazione fra i diversi attori che, a diverso titolo, sono coinvolti nei processi di miglioramento della qualità della vita e della competitività economica. In quest’ottica, una solida cornice di riferimento istituzionale potrà contribuire a individuare in modo chiaro i compiti e le responsabilità dei soggetti protagonisti di questa fase di cambiamento.

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