I piani europei contro lo spopolamento

In seno alla Conferenza “Una vita migliore nelle aree rurali” l’Unione Europea promuove la Dichiarazione di Cork 2.0 con cui si definiscono le aspettative e le aspirazioni delle zone rurali.

La Dichiarazione ha l’obiettivo di adottare politiche volte al superamento del divario digitale per lo sviluppo delle potenzialità delle zone rurali attraverso un’adeguata connettività e digitalizzazione. La linea d’azione si basa su approcci integrati, sull’interazione tra settori produttivi e servizi per la realizzazione di interventi mirati allo sviluppo socio-economico e alla rivitalizzazione delle zone rurali secondo parametri di complementarietà e coerenza degli interventi.

Con il “Piano Europeo d’azione per gli Smart Village” per il triennio 2017/2020 l’Unione Europea si rivolge alle aree rurali e alle comunità che si concentrano sui loro punti di forza e sulle risorse esistenti nonché sullo sviluppo di nuove opportunità.

Gli Smart Village puntano sulla multifunzionalità delle reti e dei servizi tradizionali grazie all’innovazione digitale e a nuove tecnologie per la telecomunicazione. Questo dovrebbe portare ad un uso della conoscenza diffuso, al miglioramento della qualità della vita e ad un uso razionale delle risorse per un minor impatto sull’ambiente e la creazione di nuove opportunità per le filiere rurali in termini di prodotti e valore aggiunto. 

Tre sono le soluzioni di natura economica per la realizzazione degli Smart Village:

  • la Politica Agricola Comune come strumento attraverso cui le comunità rurali ottengono importanti risorse per la modernizzazione delle aziende agricole e per l’efficientamento delle infrastrutture.
  • la Politica di Coesione che stanzia 352 miliardi di euro per il quinquennio 2014-2020, implementata attraverso programmi nazionali, regionali e locali secondo i principi di proporzionalità e sussidiarietà e infine
  • il Programma Horizon 2020 interamente dedicato alla ricerca e all’innovazione per il superamento del divario digitale e a sostegno di una adeguata connettività e digitalizzazione cardine del Piano Europeo per gli Smart Village.

In quest’ottica le aree rurali non sono più considerate come marginali, isolate o problematiche ma centro attivo e produttore di servizi e innovazione.  Ambienti in cui testare nuovi modelli di business applicabili, adattabili e replicabili nelle singole realtà locali.

La Dichiarazione di Cork e Il Piano d’azione per gli Smart Village potrebbero diventare dunque il paradigma con cui creare le condizioni per ripensare le comunità rurali come centro propulsivo di innovazione e sviluppo in opposizione allo spopolamento delle zone interne e al continuo e costante calo demografico che l’Europa si prepara ad affrontare nei prossimi 50 anni.

Considerato che i dati forniti dalle Nazioni Unite sull’andamento demografico della popolazione mondiale si prevede un trend significativamente negativo per l’Europa con una popolazione che passerà dai 738 milioni di abitanti ai 650 milioni nel 2050, in contrasto con la crescita di continenti come l’Asia e l’Africa, in particolare, che vedrà quadruplicare la sua popolazione.

In Italia i dati mostrano che il 69% dei comuni ha meno di 5000 abitanti, mentre in Sardegna si raggiunge l’83%. Questi dati ci portano a ripensare al rapporto tra centro e periferia, a una riorganizzazione dei territori affinché le coste non soffrano di un’invasione e le zone interne rimangano deserte con la conseguente perdita di autenticità dei luoghi, della portata storica e dell’identità e diversità o meglio biodiversità che costituiscono una risorsa importante, valore aggiunto di qualsiasi modello di sviluppo.

Categorie: Notizie

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