Gestione delle foreste, cambiamenti climatici e desertificazione: la situazione in Sardegna e le iniziative dell’UE

I benefici ambientali non di mercato delle foreste, come la mitigazione dei cambiamenti climatici, la regolazione dei flussi idrici e la conservazione del suolo, sono raramente inclusi nei conti economici ma sono di fondamentale importanza per le Nazioni e le Regioni. La gestione sostenibile delle foreste aumenterà la resilienza dell’ecosistema e della società e ottimizzerà il ruolo delle foreste e degli alberi nell’assorbire e immagazzinare carbonio, fornendo al tempo stesso altri servizi ambientali.

Il cambiamento climatico aumenterà il rischio di incendi frequenti e più intensi, in particolare laddove lo stesso è purtroppo accompagnato da precipitazioni scarse o periodi di siccità più lunghi come nelle foreste mediterranee e sub-tropicali.

Gli effetti dei cambiamenti climatici nel Mediterraneo non possono essere ignorati e hanno già iniziato ad esacerbare le pressioni e i fenomeni di degrado esistenti e la vulnerabilità degli ecosistemi e delle popolazioni che dipendono da essi, portando a cambiamenti considerevoli e a volte irreversibili per l’ambiente. Numerose e importanti attività economiche nella regione sono e saranno sempre più colpite.

Focus sulla Sardegna

Il bacino del Mediterraneo è uno dei più importanti punti di osservazione della biodiversità. Tuttavia, solo il 5% della sua vegetazione originale è ancora presente e il paesaggio è stato gestito e trasformato dagli esseri umani da almeno due millenni. Nel secolo scorso, la meccanizzazione dell’agricoltura e l’uso eccessivo di habitat semi-naturali hanno influenzato la regione ancor più di prima, con conseguenze rilevanti, soprattutto sulle isole. La Sardegna, seconda isola più grande del bacino del Mediterraneo, è stata considerata a lungo una zona semi-naturale con un’economia basata su pratiche agroforestali e pastorali tradizionali. Da studi recenti, emerge che dal 1935 al 2007, il tasso di cambiamenti forestali dimostra una tendenza costante all’aumento della foresta e un completo recupero della superficie forestale totale rispetto alla fine del 1800. Le pratiche agroforestali tradizionali diminuiscono nel tempo a causa di motivi socio-economici, con conseguenze più profonde per il mosaico delle aree agricole tradizionali e degli habitat semi-naturali, nonché per la conservazione della biodiversità unica della Sardegna. Le specie tipicamente legate alle foreste mediterranee si stanno riprendendo, mentre le specie legate ai paesaggi semi-naturali tradizionali sono diminuite, affrontando diversi problemi di conservazione.

Cambiamenti climatici in Sardegna

Negli ultimi decenni, i cambiamenti climatici hanno aumentato il processo di desertificazione nelle regioni mediterranee, con conseguenze drammatiche per l’agricoltura e la disponibilità di acqua.

Clima, suolo e vegetazione dovrebbero essere attentamente studiati prima di decidere le strategie di gestione dei bacini idrografici e delle zone boschive.

Considerando come nell’ambiente mediterraneo il clima differisca molto da un anno all’altro, gli anni molto secchi sono spesso seguiti da brevi periodi di forti piogge con un effetto disastroso sull’erosione e le inondazioni a livello locale.

Inoltre si aggiunge il problema dei fuochi, spesso usati per pulire le sterpaglie e aumentare i pascoli, specialmente nelle aree marginali ai paesi. Ma l’uso continuo di questa pratica, combinato con il sovra-pascolamento sulle stesse aree, è una fonte di degrado del suolo.

Strategie e iniziative dell’UE

Le iniziative dell’UE che riguardano le foreste attirano una crescente attenzione principalmente in relazione alla protezione della biodiversità e nel contesto degli impatti dei cambiamenti climatici e delle politiche energetiche.

La Commissione europea nel 2013 ha elencato una serie di politiche relative alle foreste dell’Unione Europea ed ha adottato una comunicazione sulla nuova strategia forestale dell’UE. Il piano pluriennale di attuazione ha inoltre fornito un elenco di azioni volte ad assicurare un approccio coerente e coordinato alle varie politiche e iniziative relative al settore forestale.

Alla lista delle istituzioni che a livello europeo si occupano della tutela e della protezione forestale, va aggiunto il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (EFFIS), un sistema di base comune per il monitoraggio degli impatti degli incendi boschivi e per la pianificazione degli interventi antincendio, nonché per le misure di prevenzione e ripristino.

Nell’ambito delle strategie legate alle Politiche di Coesione, venti stati membri hanno selezionato la prevenzione dei rischi come una priorità per il periodo di finanziamento 2014-2020, a seconda delle loro esigenze specifiche. Inoltre, la prevenzione dei rischi, la resilienza alle catastrofi e l’adattamento ai cambiamenti climatici sono integrati in altre priorità di finanziamento della politica di coesione, quali l’innovazione, l’efficienza energetica e la gestione delle risorse idriche.

A partire dal 27 luglio 2017, gli Stati membri colpiti da una calamità naturale sono in grado di attivare uno speciale meccanismo finanziario dell’UE e finanziare operazioni di ricostruzione con un tasso di cofinanziamento comunitario del 95% nell’ambito di un programma di politica di coesione, invece del normale programma co-finanziamento nazionale.

Categorie: Notizie