Francesco e la sinistra: contrastare l’economia dello scarto

Mentre dentro e fuori dai confini nazionali prevalgono ormai le parole d’ordine della destra che con lo slogan “prima noi” ha saputo più di altri intercettare il malessere di una povertà cresciuta e dell’incertezza per il futuro, mentre i partiti stanno venendo meno al loro ruolo di Intellettuale Collettivo in grado di proporre una critica efficace per un mondo totalmente cambiato, mentre il campo in cui ci riconosciamo si disperde incapace di offrire un’idea diversa da quello oggi prevalente di società sempre più chiusa e individualista, un sussulto di speranza viene dalla lunga e sorprendente intervista rilasciata questa settimana da Papa Francesco al Sole 24 Ore.

In essa vengono ripresi messaggi in parte già espressi in altre occasioni, ma che insieme assumono una forza nuova e tracciano la prospettiva di un possibile modello diverso di economia e di società.

Francesco parla di economia, di diritti, di lavoro, di ambiente, di relazioni sociali. Lo fa descrivendo l’orizzonte di un ordine economico che metta al centro l’uomo e non esclusivamente il profitto. Che non generi emarginazione, ma uno sviluppo sociale inclusivo ed armonioso. Invita a pensare ad una prospettiva di crescita solidale e responsabile, rispettosa della dignità dell’uomo e del creato. Ci offre spunti di riflessione sugli eccessi della globalizzazione senza diritti e della finanziarizzazione dei mercati, oggetto in questi anni di un’acquiescenza fideistica troppo ingenua e molto poco meditata, anche da sinistra.

“Dietro ogni attività c’è una persona umana”, ci ricorda il Papa, che contesta il primato del denaro meramente speculativo, sganciato dall’economia reale e dal lavoro. Che ci richiama al rifiuto della “economia dello scarto”, in cui le stesse persone, diventano oggetti a perdere. “

Occorre contrastare l’esasperazione finanziaria rispetto all’economia reale, l’idea che “i soldi si fanno con i soldi” e non con il lavoro e la produzione.

Come creare dunque un’inversione di tendenza? Come riportare la dignità dell’uomo e del lavoro al centro dell’economia? Sono le domande che si pone il Papa e che dovrebbe porsi anche il campo della sinistra, smarrita in mezzo al guado.

Come contrastare l’economia dello scarto può essere per la sinistra la sua missione aggiornata nel mondo contemporaneo. Il contrasto non solo all’oppressione o allo sfruttamento ma alla violenza dell’esclusione, alla messa da parte, allo scarto degli stessi esseri umani. Contrastare “la cultura dello scarto che colpisce gli esseri umani e le cose che si trasformano velocemente in spazzatura”, L’idea che le risorse nel pianeta siano infinite e proseguire in un modello produttivo che consuma senza preoccuparsi di riciclare e riusare, senza un pensiero per il futuro.

Occorre tenere insieme aspirazioni individuali e responsabilità sociale, giustizia e profitto, meccanismi di produzione e di redistribuzione della ricchezza, rispetto per l’ambiente e sviluppo sostenibile, necessita del presente e futuro.

Oggi ci troviamo di fronte a sfide inedite rispetto al passato, ma non cambia il tema di fondo, che è quello della rappresentanza degli interessi dei più deboli a fronte delle pretese dei più forti.

La sinistra italiana riparta da queste grandi sfide, mettendo al centro i valori dell’uomo, dell’inclusione, del lavoro, della pace, dell’ambiente, dei diritti, della giustizia. La sinistra europea recuperi la sua ispirazione originaria di unità nelle differenze e di sviluppo solidale attraverso un’economia sociale di mercato.

Abbiamo molta strada da percorrere, ma non ci sono alternative, dopo che l’illusione della globalizzazione senza diritti e dei mercati senza regole e bilanciamenti ha mostrato tutta la sua fragilità.

Categorie: Notizie

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