Il nostro contributo per un’Europa più unita, più giusta e solidale

Renato Soru ha aperto la campagna elettorale al Parlamento Europeo il 24 aprile a Cagliari.

L’Europa è una realtà condivisa da cui non si torna indietro, ma ha bisogno di grande unità politica e di una svolta verso il Mediterraneo: oggi più che mai serve unire i destini e le aspirazioni per il futuro. Questo il senso dell’intervento con cui Renato Soru, unico candidato sardo del PD alle elezioni per il parlamento europeo del 25 Maggio, ha aperto la campagna elettorale a Cagliari, lo scorso 24 aprile, nell’affollata e calorosa sala del THotel. «La nostra idea è per un’Europa più unita, più giusta, che metta al centro le persone, lo sviluppo, il lavoro, l’ambiente» ha detto Soru ricordando che i grandi cambiamenti dell’attualità, dall’economia ai processi demografici, non consentono più agli Stati di procedere frammentati.

Non c’è un futuro migliore, nel tornare al particolare. Al contrario, è importante vincere il cinismo di chi sostiene che l’Europa è un problema e ricordare che l’Euro ci ha salvato da un disastro annunciato, ha affermato Soru spiegando quale tragedia avrebbe vissuto l’Italia se avesse mantenuto la sua vecchia moneta. «Siamo dentro una prospettiva lunga, faticosa e difficile ma che ci porta lontano, consegnandoci altri anni di pace e nuove prospettive. Siamo chiamati a dare il nostro contributo nello sviluppare conoscenza, cultura e lavoro, così da tenere aperto il confronto con il resto del mondo.»

Restringendo il discorso al collegio elettorale in cui è candidato, Sicilia e Sardegna, Renato Soru ha menzionato i soli parlamentari sardi direttamente eletti (Mario Melis e Andrea Raggio) sostenendo che l’elezione di un sardo è possibile, basta votarlo. In sintonia con il presidente Pigliaru, ha poi riassunto l’esigenza di autonomia quale assunzione di responsabilità, indicando proprio nell’Europa dei popoli e delle differenze la destinazione naturale delle spinte autonomistiche della Sardegna.

Renato Soru ha concluso additando all’esigenza di una maggiore politica mediterranea. «Facciamo voltare prospettiva all’Europa: le isole del Mediterraneo non sono luoghi marginali, di problemi, di difficoltà. Da qui invece passa la linea della missione storica dell’Europa. Sardegna e Sicilia daranno il loro contributo importante per ridurre la miseria, creare uguaglianza, mettere in moto energie, esistenza, capacità».

Categorie: Notizie,Video

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