AP-UPM, DIALOGO MEDITERRANEO: NASCERA’ UN GRUPPO DI LAVORO PER LA PALESTINA

Il 29  a Bruxelles ho presieduto la riunione della Commissione Politica, sicurezza e diritti umani dell’Assemblea Parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo, che ho convocato dopo una parentesi di qualche mese in cui si sono succeduti eventi importanti per la regione mediterranea. Un’occasione per fare il punto della situazione e per rilanciare il dialogo con le delegazioni parlamenti delle due sponde con l’intento di favorire un partenariato alla pari tra i paesi del bacino mediterraneo. Solo attraverso una sempre più stretta cooperazione mediterranea, infatti, si potranno costituire le precondizioni per una prosperità diffusa e per la stabilizzazione dell’area del Maghreb e del Vicino Oriente. Imprescindibile, in questo senso, la ricerca di una soluzione di pace per la questione israelo-palestinese e per la crisi siriana.
Sul primo punto, ieri si è raggiunto un importante risultato: la costituzione di un gruppo di lavoro sulla Palestina, a cui potranno partecipare, insieme ad altri deputati, componenti delle assemblee legislative israeliana e palestinese.
La Commissione Politica dell’Ap-UpM è la più importante sede istituzionale in cui Palestinesi e Israeliani sono seduti allo stesso tavolo, confrontandosi insieme a tutti gli altri parlamentari dell’area euro-mediterranea sugli sviluppi della crisi che li vede protagonisti e sulle prospettive di risoluzione del conflitto. Per questo, abbiamo innanzitutto parlato della costituzione di un Gruppo di Lavoro ad hoc sulla Palestina, sulla base di una proposta approvata dalla sessione plenaria dell’AP-UpM lo scorso anno a Lisbona: lo scopo è di supportare la nascita di uno Stato Palestinese indipendente, democratico e contiguo, che possa vivere ed esistere in pace e sicurezza con lo Stato di Israele, nella prospettiva accolta dalla comunità internazionale e fortemente promossa dall’Unione Europea della soluzione dei due stati.
La Commissione ha poi esaminato l’attuale situazione in Siria, giunta ormai al sesto anno di guerra. Nonostante il cessate il fuoco la crisi umanitaria continua ad aggravarsi, con la fuga inarrestabile di milioni di profughi che premono alle porte d Europa. Il rappresentante della Commissione europea Michael Docherty (DG NEAR) ha spiegato come l’Ue abbia predisposto, anzitutto, aiuti finalizzati a sostenere la popolazione locale nel paese e nei paesi vicini, come Giordania e Libano che ospitano un numero enorme di rifugiati. Sono stati finanziati progetti di scolarizzazione dei bambini rifugiati e la fornitura di servizi essenziali. Ma gli aiuti umanitari non bastano, e, come tutti i membri hanno rilevato, serve una soluzione politica e diplomatica che renda possibile le condizioni per la ricostruzione del paese. Abbiamo incoraggiato l’impegno politico dell’UE, con l’Alto rappresentante Mogherini, rivolto ai negoziati di pace, che si aggiunge agli strumenti finanziari imponenti messi in piedi, come il Fondo Fiduciario per la Siria lanciato lo scorso autunno. Infine, abbiamo ricordato gli sforzi nell’accoglienza e integrazione dei migranti da parte di Giordania e Turchia, senza dimenticare il loro appello ad avere maggiore sostegno finanziario e politico per poter rafforzare il livello di accoglienza ed insieme, giungere a una soluzione politica del conflitto in corso.
L’UpM cerca di essere al contempo una piattaforma di cooperazione tra i 43 Stati euromediterranei e un forum di dialogo politico più ampio, dove si incontrano sensibilità e politiche diverse, la cui ricchezza offre delle prospettive di sviluppo cruciali dal punto di vista politico e socio-economico.
Il punto complessivo sull’attività dell’Unione per il Mediterraneo è stato fatto dalla vice segretaria-generale Delphine Borione. La vice segretaria ha spiegato come l’UpM voglia svolgere un ruolo più strategico, rafforzando sia la dimensione politica con incontri ministeriali più frequenti e più operativi, sia la dimensione di cooperazione regionale per stimolare gli scambi sud-sud che fanno fatica a svilupparsi. Entrambe le dimensioni sono fondamentali come contributo alla stabilità regionale, con un approccio pragmatico e centrato su settori cruciali (gestione dell’acqua, sviluppo sostenibile, ruolo delle donne e dei giovani per esempio).
L’UpM sta gestendo al momento 41 progetti di cooperazione nell’area, per un ammontare teorico di quasi 5 miliardi di euro, divisi tra grandi progetti infrastrutturali e progetti più piccoli di sviluppo socio-economico. Ricordo per esempio il grande progetto per un impianto di desalinizzazione per la striscia di Gaza, che contribuirà in modo significativo a migliorare la vita delle popolazioni palestinesi.

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