Annual Report BCE, il Parlamento riconosce impegno per contrastare la crisi

L’Annual report  è lo strumento attraverso il quale la Bce rende esplicito il suo operato  al Parlamento Europeo, mantenendo vivo il dialogo con l’Assemblea che in questo modo ne può valutare le azioni, nel pieno rispetto dell’indipendenza dell’istituto bancario centrale.

Visti gli importanti avvenimenti dell’ultimo anno, nel Report del Parlamento sull’attività della BCE abbiamo deciso di includere anche il 2014 e questo primo scorcio di 2015. Quelli recenti sono stati mesi di intensa attività per la BCE: ha assunto il ruolo di supervisore nell’ambito dell’ambito dell’Unione Bancaria, ha lanciato i programmi TLTROs, l’acquisto di ABS, più recentemente il Quantitative Easing e ha inoltre giocato un ruolo importante nei negoziati con la Grecia, nel tentativo non solo di mantenere la stabilita dei prezzi, ma anche di agevolare il perseguimento degli obiettivi economici dell’Unione come prescritto dal suo Statuto.

Il Parlamento ha dato atto al Presidente Draghi del suo straordinario impegno per salvare l’euro e l’Europa, calmierando lo spread negli Stati periferici in difficoltà e facendo davvero il massimo per mettere in campo politiche anticicliche. Il varo delle imponenti misure di Quantitative easing proprio in questi giorni fa registrare segnali incoraggianti, con il deprezzamento dell’euro e  lo spread spinto ai minimi dal 2010: tutti fattori che fanno ben sperare per la ripresa dell’economia europea, ed in particolare per quella italiana da sempre caratterizzata da una forte vocazione all’export.  Questo però non basta, bisogna che non venga meno l’impegno ad un’assunzione di responsabilità da parte degli stati membri sulla via del rilancio. Deve essere chiaro a tutti che la BCE non può fare tutto da sola: come ha detto lo stesso Draghi, per uscire da questa situazione l’Europa necessita di un policy mix dove la politica monetaria sia affiancata adeguatamente da politica fiscale e riforme strutturali.

La relazione del Parlamento ha evidenziato il ruolo svolto dalla Banca Centrale Europea nel contrastare gli effetti della crisi economica e finanziaria. Le numerose azioni messe in campo, alcune delle quali considerate “non convenzionali”, hanno evitato il tracollo del sistema bancario continentale e contribuito a creare un clima di fiducia nei mercati internazionali con il conseguente abbassamento dei costi di finanziamento per gli Stati periferici dell’Eurozona.

Rimangono numerose sfide ancora da affrontare, tra cui la bassa inflazione e l’alta disoccupazione che ancora caratterizzano l’area Euro. Un tema altrettanto cruciale è quello del debito, fortemente connesso agli obbiettivi di coesione e stabilità che l’Unione Europea si prefigge: il caso di Atene pone all’attenzione del dibattito europeo il problema di una qualche mutualizzazione del debito, nell’ottica lungimirante di un rafforzamento dell’architettura comunitaria, altrimenti a rischio di implosione.

Le misure messe in atto in questi mesi dalla BCE rappresentano tuttavia una leva straordinaria a supporto dell’economia europea e del consolidamento del nuovo corso pro crescita e pro investimenti inaugurato per la prima volta durante il semestre italiano. Per questo ho dato il mio voto a favore della Relazione annuale 2013 della Banca centrale europea.

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