A Cagliari incontro della Commissione Politica della Unione per il Mediterraneo

Domenica 23 settembre la Commissione Politica, Sicurezza e Diritti umani dell’Assemblea Parlamentare dell’Unione del Mediterraneo (Ap-UpM), che ho l’onore di Presiedere, si riunirà a Cagliari, nella sede del Consiglio Regionale.
L’Assemblea euromediterranea riunisce le delegazioni parlamentari dei 28 paesi UE e di altri 15 paesi mediterranei.
La Commissione affronta il tema attualissimo delle migrazioni, al centro del dibattito pubblico europeo, ed approverà la sua Raccomandazione al Parlamento Europeo e ai diversi Parlamenti nazionali: “Raccomandazione sul fenomeno migratorio e sullo stato dei rifugiati nel Mediterraneo”.

La mobilità umana, in fuga da aree di guerra o di povertà estreme, ha assunto ormai gli aspetti di un vero e proprio esodo biblico, che guarda all’Europa come ad una Terra Promessa. Un fenomeno non passeggero, di dimensioni storiche, di un Sud del mondo che fugge dalla sua sconfitta, con cui l’Europa dovrà necessariamente confrontarsi, tutta insieme ed unita.

Gli esiti modesti del l’ultimo vertice di Salisburgo hanno reso evidente ancora una volta l’inutilita di soluzioni di corto respiro e prese in maniera isolata, come quelle che si richiamano alla semplice chiusura dei porti.

E’ necessaria certamente un’assunzione di responsabilità europea sul tema dell’accoglienza e redistribuzione dei migranti, a partire dalla revisione del trattato di Dublino che ora scarica troppe responsabilità sulle spalle dei paesi di prima accoglienza perché geograficamente più vicini, come Grecia, Italia, Spagna.

Occorre costruire un’alleanza larga che spinga l’Europa ad assumere la consapevolezza del suo ruolo in Africa. A partire da un grande piano per la stabilizzazione democratica, lo sviluppo sostenibile e il contrasto alla desertificazione, umana ed ambientale dell’Africa Centrale. Al contempo dobbiamo essere consapevoli che l’unico modo per affrontare problemi tanto complessi è perseverare nel dialogo e nella cooperazione

L’Europa, insieme ai partners mediterranei, è chiamata ad interpretare i bisogni legittimi dei suoi cittadini senza cedere alle paure, costruendo soluzioni efficaci nel solco dei valori fondamentali che ne hanno ispirato la nascita e ancora oggi ispirano la nostra democrazia.

Un lavoro difficile, certo. Ma che non può prescindere dalla considerazione dei diritti universali dell’uomo e del valore della solidarietà umana.

Occorre ricordare che le Convenzioni sui Rifugiati, valide in tutto il mondo benché oggi da qualcuno criticate, sono state scritte quando i rifugiati eravamo tutti noi. Fu una conquista per tutti noi, quando un immane conflitto mondiale sconvolse il continente europeo e ne fece una terra di rifugiati, dove milioni di persone, che avevano perso tutto, cercavano una nuova opportunità per ricominciare.

Non dobbiamo dimenticarlo, pur consapevoli delle contraddizioni e delle difficoltà delle sfide odierne.

Questo non significa aprirsi in modo incondizionato e disorganizzato all’immigrazione. Né che dobbiamo rinunciare a scegliere il nostro modello di sviluppo e i nostri stili di vita.

Dobbiamo però tenere presente che il vivere insieme, in un Paese o in un progetto europeo (oggi spesso messo in discussione) non è solo condivisione di interessi e di vantaggi, ma anche condivisione di principi e di valori. Sono questi principi, questi valori e questa cultura che fanno di noi ciò che siamo. Non possiamo prescinderne senza rinnegare noi stessi.

Categorie: Notizie

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